storia di Pennadomo
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storia di pennadomo
L’etimologia del
nome.
Senza
dubbio il nome Pennadomo è legato ai pinnacoli di roccia che sovrastano il paese, incredibilmente
arroccato su di esse.
L’etimologia
più sicura è Pinna in Domo ossia sperone di roccia (Pinna) nei territori di Domo. Durante il periodo medioevale Domo era un Feudo di discrete dimensioni appartenente ai
“Figli di Borrello”
(ramo cadetto dei conti di Valva).
Il
catalogo dei Feudi e feudatari sotto la dominazione Normanna dà un elenco dei territori del Feudo e annovera
tra essi, oltre a Pinna in
Domo, Torricella Peligna, Palena, Taranta Peligna, Pizzoferrato, Gessopalena e Lettopalena
1221. Federico II
Re di Sicilia.
Durante la campagna di guerra contro Tommaso da Celano, l’Imperatore Federico II penetrò nel territorio di Domo
nel 1221, accampandosi in Tutulium
(l’attuale contradaTutoglio). Presso tale
contrada fece erigere una chiesa in onore di Santa Lucia, il cui culto era molto seguito in Sicilia. Dell’antica
chiesa rimangono, attualmente,
alcune mattonelle di diversa forma gelosamente
custodite presso i depositi comunali.
Il XV e XVI secolo.
I Caldora e i Colonna.
Nella prima metà del ‘400, ai tempi di Giovanna II,
Pennadomo passò in mano ai
Caldora, baroni e condottieri di Luigi e Renato d’Angiò e di Alfonso d’Aragona. Tra essi, il più famoso
era Iacopo Caldora, il
vincitore di Braccio da Montone.
Una
strada del centro storico intestata al Re Caldora ricorda alla cittadinanza la propria storia.
Il
20 aprile1535, Pirro Colonna acquistò il territorio di Penadomo. L’atto notarile su pergamena è conservato presso il
Municipio.
L’ascesa della
borghesia e il IXX secolo. La massoneria.
Nei
secoli successivi Pennadomo conobbe l’ascesa di una borghesia locale formata prevalentemente da da famiglie artigiane che ebbero rapporti con la nobiltà napoletana.
Tali contatti testimoniano
l’inserimento di Pennadomo nel Regno di Napoli.
Nell’800
Pennadomo conobbe una notevole vitalità culturale, dovuta, prevalentemente alla presenza di famiglie
baronali annoverando farmacisti,
sacerdoti, medici e burocrati. Tutti nati nel teritorio del paese.
Alcuni
documenti prefettizi dell’epoca riportano gli arresti di alcuni abitanti di Pennadomo (tra i quali anche il
parroco del tempo)
perché il paese era sede di un covo di carbonari, che si riunivano in un edificio tuttora esistente detto Lu Palazze.
Il XX secolo e
l’attuale problema demografico.
Dopo la I guerra mondiale, il paese ha subito un forte spopolamento. Se alla fine dell’800 si contavano circa
2.000 abitanti e nel
censimento del 1961 ancora 1.136, dopo le emigrazioni degli anni ’60 Pennadomo cominciò a
spopolarsifino a contare,
oggi, circa 400 abitanti.